mar
08
nov
2011
Nuovi modelli di previsione contro le catastrofi
La mappa delle previsioni meteo del 6 novembre 2011 in Europa, dove è evidenziata la situazione critica nell'Italia nord-occidentale (fonte: Eumetsat)
Nuovi modelli previsionali e un migliore scambio di informazioni sull'osservazione della Terra aiuteranno a prevedere le catastrofi meteorologiche, come quelle della Liguria. E’ questo il tema della conferenza internazionale sull'Osservazione della Terra, organizzata a Lucca.
Qui è riunita l'Assemblea plenaria del Ceos (Committee on Earth Observation Satellites), una commissione internazionale, presieduta quest'anno dall'Italia, per coordinare le missioni spaziali per l'osservazione della Terra e le loro applicazioni per la gestione delle emergenze. ‘’L'obiettivo di questo incontro - ha spiegato Enrico Saggese, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana /Asi) - è definire gli standard internazionali per la condivisione delle informazioni e puntare alla realizzazione di progetti di collaborazione con il lancio di costellazioni di satelliti in luogo di singole missioni’’.
Le prossime sfide per affrontare i cambiamenti climatici riguardano non solo una maggiore capacità di condivisione delle informazioni, ma la messa a punto di modelli previsionali più efficienti che permettano di passare dal monitoraggio deglieventi meteorologici alla possibilità di prevederli. ‘’La maggiore conoscenza del territorio, nella sua morfologia, e delle elevazioni sul terreno, le costruzioni umane - ha proseguito Saggese - ci sta permettendo di realizzare nel lungo periodo dei modelli per capire l'impatto delle precipitazioni sul territorio’’. Arrivare a prevedere i fenomeni temporaleschi violenti, come quelli che hanno interessato Liguria e Nord Italia in questi giorni, e’ ancora molto difficile in quanto le precipitazioni violente sono sempre ristrette ad aree molto piccole. Studi relativi alle conseguenze delle precipitazioni in alcune aree, come la valle del Tevere, esistono già e sono state possibili anche grazie alle società assicurative interessate alla valutazione dei rischi e, ha detto ancora Saggese, ‘’arrivare a modelli in grado di prevedere le conseguenze di fenomeni temporaleschi violenti in maniera puntuale, in aree di un km quadrato, è un obiettivo di tutti, non solo dell'Italia’’.
(ANSA)


